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Rachele Bindi

Bimbi a scuola a cinque anni? Non è questo che ci renderà più competitivi in Europa

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Senza stare a domandarci se i bambini di 5 anni siano “in grado” di iniziare un percorso scolastico (quindi senza interrogarci affatto sulle loro capacità cognitive e sulla loro maturità comportamentale), quello che mi chiedo io è perché dovremmo anticipare di un anno l’ingresso del bambino nel mondo delle responsabilità.

L’infanzia è fondamentale per l’individuo: è il tempo delle scoperte, del misurarsi col gioco, dei sogni ad occhi aperti che permettono ad una persona di iniziare a conoscere e conoscersi, il più liberamente possibile.

Il Ministro parla di essere più competitivi e vicini alle modalità del resto dei paesi europei, io non sono molto convinta che il nostro peggior difetto sia quell’anno in più al momento della fine della scuola superiore.

Rachele Bindi

23 maggio 2014
 
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Rachele Bindi

Psicologa-Psicoterapeuta (iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n.4072), svolge attività clinica nel suo studio di Firenze (maggiori informazioni www.rachelebindi.it). Appassionata lettrice sin dall’infanzia, ha iniziato a proporre percorsi di Libroterapia abbinati alla Psicoterapia Analitica di C.G.Jung, avviando un Gruppo di Libroterapia per la ricerca del benessere psicologico e partecipando ad incontri e convegni di diffusione in Italia. Dal 2004 si occupa anche di consulenza e formazione aziendale, progettando ed erogando corsi di formazione per adulti su tematiche comportamentali, relazionali e di marketing (www.rachelebindi.com).

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