Memorabiblia

Rachele Bindi

Come appassionare i bambini alla lettura

18072014122830_sm_8333

“Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima”

Bruno Tognolini

 

La tradizione orale è molto più antica della scrittura. Dagli aedi greci ai cantastorie della nostra tradizione, nello sviluppo umano la condivisione di racconti ha sempre avuto un’importanza fondamentale. Nella nostra contemporaneità, il ruolo di cantastorie è troppo spesso affidato ai media (la televisione, i cinema), che però non sono in grado di sostituire pienamente il narrato: basta pensare all’impossibilità di relazione con lo strumento (non possiamo interrompere un film per chiedere un approfondimento o un particolare della storia), inoltre l’abbinamento con la visione lascia un minor spazio alla creatività (un conto è fantasticare sentendo la descrizione di un drago, ben altro vedere il drago sullo schermo).

Cosa succede quando ci viene letta una storia?

Il linguaggio permette di apportare alla narrazione dei contenuti individuali, perché le parole, a differenza delle immagini, lasciano al lettore uno spazio immaginativo da riempire. Grazie a questa impossibilità dei vocaboli di descrivere tutto, se ascoltiamo una storia che ci viene raccontata o letta, possiamo inserire la nostra sensibilità e creatività, prestando alle parole le nostre immagini interiori.

Durante l’ascolto, inoltre, la nostra psiche è in grado di realizzare delle associazioni libere, utilizzando i contenuti della memoria e dell’inconscio, personale o collettivo. Per fare questo però, serve che il ritmo della narrazione sia adeguato alla persona, la creatività ha sempre bisogno del suo tempo. Tra chi legge e chi ascolta si crea una “attenzione congiunta”, che crea una coordinazione e un clima di comunicazione e fiducia.

Nella tradizione della fiaba, che originariamente aveva al suo interno contenuti spaventosi o di difficile comprensione per un bambino, il clima creato dall’ascolto permetteva di sostenere anche questi passaggi, elaborandoli in compagnia di un adulto.

 

Come leggere ai bambini? Alcuni suggerimenti:

–    far scegliere al bambino la storia da leggere;

–    eliminare le distrazioni (tv, musica..) mentre si legge;

–    leggere alcuni minuti ogni giorno, già dai primi sei mesi di vita;

–    leggere con partecipazione ed enfasi creando, se possibile le voci dei personaggi.

–    indicare ai bambini più piccoli le figure (intorno ai 3 anni sarà possibile fargli indicare le iconografie e fargli raccontare la storia appena letta).

La lettura ad alta voce (ai bambini, ma non solo, anche agli anziani come dimostra l’agnoterapia) continua ad essere una pratica importante per lo sviluppo e il benessere. Gli studi riguardanti gli effetti psicologici della lettura ad alta voce ai bambini sono numerosi (per una bibliografia), anche grazie alla psicologia dell’età evolutiva che negli ultimi anni si è interessata allo sviluppo cognitivo del bambino e alla sua correlazione con la lettura ad alta voce da parte delle figure genitoriali.

Leggere ai bambini fin dalla più tenera età comporta l’instaurarsi di una relazione efficace e duratura tra adulto e bambino. Crea, inoltre, l’abitudine all’ascolto, prepara alla scuola, sviluppa l’attenzione, arricchisce il vocabolario e favorisce la curiosità di leggere e di conoscere molti libri.

Mi preme citare brevemente lo studio di E Duursma, M Augustyn, B Zuckerman  “Reading aloud to children: the evidence’ (2008) in cui gli autori sostengono che la lettura a voce ha i seguenti effetti:

–    facilita l’alfabetizzazione e l’emergere delle competenze linguistiche;

–    migliora la consapevolezza fonologica (capacità di uso dei suoni del parlato) e la conoscenza dell’alfabeto;

–    migliora i rapporti con gli adulti creando esperienze condivise.

 

A partire da questi studi scientifici, sono nate in numerosi paesi iniziative per la promozione della lettura ad alta voce: «Reach out and Read» negli Stati Uniti, «Bookstart» in Gran Bretagna, o «Stiftung Lesen» in Germania. Un progetto analogo esiste anche in Italia, si chiama «Nati per leggere» ed è stato avviato nel 1999 su iniziativa dell’Associazione Culturale Pediatri, dell’Associazione Italiana Biblioteche e della ONLUS Centro per la Salute del Bambino.

 

Quali sono i libri più letti?
Secondo un sondaggio della Doxa Advice (su un campione di 500 persone), i due titoli più amati dai genitori sono Cappuccetto Rosso e Pinocchio (con il 75% degli intervistati), seguiti da “Il piccolo Principe” e la saga di Harry Potter.
«La tendenza è essere conservatori – spiega Massimo Sumberesi, direttore generale di Doxa Advice – Sono infatti i genitori che condizionano le letture dei figli, sulla base delle loro esperienze passate».

Rachele Bindi

18 luglio 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Tags
Commenti

Rachele Bindi

Psicologa-Psicoterapeuta (iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n.4072), svolge attività clinica nel suo studio di Firenze (maggiori informazioni www.rachelebindi.it). Appassionata lettrice sin dall’infanzia, ha iniziato a proporre percorsi di Libroterapia abbinati alla Psicoterapia Analitica di C.G.Jung, avviando un Gruppo di Libroterapia per la ricerca del benessere psicologico e partecipando ad incontri e convegni di diffusione in Italia. Dal 2004 si occupa anche di consulenza e formazione aziendale, progettando ed erogando corsi di formazione per adulti su tematiche comportamentali, relazionali e di marketing (www.rachelebindi.com).

Utenti online