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Rachele Bindi

Ecco perchè i nonni sono importanti per l’educazione dei nipoti

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Per la chiesa cattolica oggi è la festa degli Angeli custodi, per lo Stato italiano, con la legge del 2005, è la Festa dei nonni: “momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”. Ma chi sono i nonni? Che vuol dire essere nonno/a?

Senza dilungarmi in riflessioni sul perchè serva una legge che ci dica di festeggiare una parte della nostra famiglia o su che rapporto ci possa essere tra la figura dei nonni e quella degli angeli custodi, proverò a presentarvi i nonni a modo mio, cioè tramite le pagine dei romanzi.

Pensando alla famiglia, alle radici, alle generazioni, i miei ricordi sono volati subito a “La casa degli spiriti” di Isabel Allende. Sarà perchè ho avuto la fortuna di conoscere anche molti dei miei bisnonni, ma credo che le figure narrate dalla Allende abbiano molto da trasmettere alla nostra psiche. La nonna Clara, col dono della preveggenza, che appare come spirito alla figlia per continuare a dare il suo contributo alle vicende familiari è una metafora ottimale del valore educativo e generativo dei nonni. Il vecchio saggio, il capostipite, la madre “al quadrato”, coloro che conoscono più aspetti della vita. I nonni evocano questo tipo di significati profondi. Sono coloro ai ci si può rivolgere quando i padri e le madri non hanno risposte da dare.

I nonni sono anche quelli che bilanciano il lavoro educativo dei genitori: i genitori danno la regola e i nonni introducono l’indulgenza, la possibilità del perdono alla piccola trasgressione (è la nonna ad allungare un dolcetto in più al nipote, è il nonno a raccontare al nipote che anche il padre, alla sua età, ha fatto i suoi stessi errori).

Nella famiglia multigenerazionale che è stata per decenni il modello italiano, e non solo, le cose funzionavano così. I nonni vivevano con la famiglia, contribuivano all’educazione dei nipoti e venivano visti come i depositari della storia familiare e quindi anche di una certa forma di sapere.

Evitando di toccare l’argomento sociologico del cambiamento della famiglia nella società moderna, mi interessa andare ad esplorare un altro aspetto della figura dei nonni: cosa succede nel vissuto psicologico della famiglia, quando i nonni non si limitano a contribuire all’educazione dei nipoti ma si ritrovano invece, volenti o nolenti, a sostituirsi ai genitori?

Per farci delle domande sul ruolo dei nonni, su cosa sia giusto fare e cosa invece sarebbe da evitare, concedendoci di riflettere ma anche di sorridere, la lettura che propongo è “I piatti più piccanti della cucina tatara” di Alina Bronsky. Nonna Rosalinda ha una valenza archetipica: ci mostra sia la tenerezza, la dolcezza della nonna che si prende cura della nipote, sia quegli aspetti negativi, o quantomeno scomodi, dell’essere nonni. Senza giudizio, senza voler insegnare niente a nessuno, ma solo aiutare a riflettere su cosa voglia dire, profondamente, essere nonni.

Rachele Bindi

2 ottobre 2014

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Rachele Bindi

Psicologa-Psicoterapeuta (iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n.4072), svolge attività clinica nel suo studio di Firenze (maggiori informazioni www.rachelebindi.it). Appassionata lettrice sin dall’infanzia, ha iniziato a proporre percorsi di Libroterapia abbinati alla Psicoterapia Analitica di C.G.Jung, avviando un Gruppo di Libroterapia per la ricerca del benessere psicologico e partecipando ad incontri e convegni di diffusione in Italia. Dal 2004 si occupa anche di consulenza e formazione aziendale, progettando ed erogando corsi di formazione per adulti su tematiche comportamentali, relazionali e di marketing (www.rachelebindi.com).

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