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Rachele Bindi

Giornata mondiale dell’autismo, gli effetti positivi della Libroterapia sui bambini

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Secondo recenti dati del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), in America un bambino su 88 ha un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza cresciuta di quasi l’ 80% negli ultimi dieci anni. In Italia, l’incidenza è di circa 1 su 100.

I disturbi dello spettro autistico vanno da individui con ritardo mentale molto grave fino a persone altamente intelligenti e capaci e con disturbi sociali lievi (Wing, 1991). I quadri clinici dell’autismo e dei disturbi relativi dipendono dalla combinazione di diversi svantaggi, che possono variare in gravità indipendentemente gli uni dagli altri, e che interagiscono per produrre diversi comportamenti manifesti. I bambini con autismo dimostrano un deficit di comunicazione che può comprendere l’assenza della lingua parlata, insieme a modelli ripetitivi di comportamento. Si può riscontrare un deficit nello sviluppo di alcune capacità nell’area della comprensione del discorso complesso, che può incidere sulla capacità di comprensione della lettura. Alcuni studenti con autismo dimostrano iperlessia, una capacità precoce per decodificare parole, con una relativamente bassa capacità per comprendere il significato di quel che si legge.

Inserendo come chiave di ricerca “libri autismo” Google mostra circa 500.000 risultati. La letteratura sull’argomento spazia dai manuali clinici, ai libri divulgativi, ai libri per genitori di bambini autistici, a storie per i bambini stessi.

E’ confermato, anche da una recente ricerca dell’Università di Cincinnati, che il ricorso alla libroterapia ha effetti positivi sui bambini con disabilità come la sindrome di Down o l’autismo. Esistono infatti storielle brevi da leggere ai bambini autistici e storielle che servono per allenarli alla lettura (in alcune si vedono delle scene e al bambino viene chiesto di completare la storia inserendo i pensieri e le emozioni dei personaggi, come sul sito www.emergenzautismo.org).

La casa editrice Uovonero, in Italia, pubblica storie per i bambini e per promuovere la conoscenza e il rispetto della disabilità. Tra le sue collane, la Pesci Parlanti dedicata ai bambini con difficoltà cognitive, I raggi che raccontano varie forme di disturbo da parte di chi lo vive in prima persona e I geodi, testi che aiutano a capire e accettare chi è diverso.

Nella narrativa legata all’autismo merita di essere menzionato il famoso ‘Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte‘ di Mark Haddon, in cui il protagonista, Christopher Boone, ragazzo quindicenne con la sindrome di Asperger (una forma di autismo che si esprime con disturbi del comportamento, come il non sopportare di essere toccato e la difficoltà di comprendere gli altri esseri umani) decide di cercare l’assassino di Wellington, il cane della sua vicina di casa.

Personalmente sono stata però maggiormente colpita da “L’amico immaginario” di Mattew Dicks, in cui Budo, l’amico immaginario di Max, un bambino autistico di nove anni, ci narra il suo mondo, dalle difficoltà ad inserirsi nella scuola agli spaccati familiari, dove una mamma preoccupata lo trascina da ogni specialista possibile e il padre cerca di convincersi di avere un figlio ‘normale’. La storia è incentrata sulla scomparsa di Max, che sale sull’auto della signora Patterson, la maestra di sostegno. Nel romanzo c’è un passo molto bello che descrive il rapporto tra Max e la lettura:

“Oggi non voglio muovermi dall’aula perché la signora Gosk sta leggendo ad alta voce La fabbrica di cioccolato e io adoro sentirla leggere. Ha una vocina sottile che sembra un sussurro, e perciò tutti i bambini devono stare attentissimi e in silenzio assoluto per riuscire a sentirla, il che per Max è la situazione ideale. I rumori lo distraggono. Per esempio, se Joey Miller tamburella con la matita sul banco, o Danielle Ganner batte i piedi sul pavimento come fa sempre, Max non riesce più a sentire altro che la matita o i piedi di Danielle. Non riesce a ignorare i rumori come fanno le altre persone. Ma quando la Gosk legge ad alta voce, tutti stanno muti come pesci. La maestra sceglie sempre i libri più belli e racconta storie fantastiche tratte dalla sua vita e legate al libro”.

Impossibile, inoltre, non segnalare “Se ti abbraccio non avere paura” di Fulvio Ervas. Ervas ci narra la vacanza on the road di due mesi e mezzo, per le strade degli Stati Uniti, Messico, America Latina, di un padre, Franco Antonello (della Fondazione I Bambini delle Fate) e suo figlio Andrea, un ragazzo autistico di diciotto anni. Il risultato è un libro toccante, assolutamente da leggere.

2 aprile 2014

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Rachele Bindi

Psicologa-Psicoterapeuta (iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n.4072), svolge attività clinica nel suo studio di Firenze (maggiori informazioni www.rachelebindi.it). Appassionata lettrice sin dall’infanzia, ha iniziato a proporre percorsi di Libroterapia abbinati alla Psicoterapia Analitica di C.G.Jung, avviando un Gruppo di Libroterapia per la ricerca del benessere psicologico e partecipando ad incontri e convegni di diffusione in Italia. Dal 2004 si occupa anche di consulenza e formazione aziendale, progettando ed erogando corsi di formazione per adulti su tematiche comportamentali, relazionali e di marketing (www.rachelebindi.com).

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