Memorabiblia

Rachele Bindi

Happy Christmas Reading

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I periodi delle festività, complice il maggior tempo a disposizione e il clima rigido delle nostre latitudini, ci permettono di dedicarci alla lettura in maniera maggiore rispetto al resto dell’anno, in cui siamo presi dagli impegni quotidiani e dai ritmi serrati dell’organizzazione delle nostre giornate.

La lettura è un’ottima evasione dal quotidiano, ci permette di fare qualcosa per la nostra anima, che troppo viene tralasciata negli altri momenti dell’anno. Il nostro benessere psicologico necessita di attività che compensino le richieste del collettivo legate agli impegni, alle responsabilità, alla performance e la lettura (insieme alle riflessioni che essa genera) si presta perfettamente a questo scopo.

I libri sono un ottimo regalo di Natale, adatto a parenti ed amici di tutte le età e non è raro in questi giorni vedere le librerie gremite di persone che cercano un volume adatto alle persone della loro vita. Ma come scegliamo il libro di Natale per i nostri affetti? Alcuni si orientano sui titoli della classifica dei più venduti, altri puntano sui classici da leggere e rileggere e c’è chi, come me, preferisce regalare solo libri che ha già letto in modo da poter abbinare il regalo giusto in base al contenuto e al senso complessivo dell’opera. Una buona alternativa, secondo me, sono quei libri che parlano del Natale, come ad esempio “Notti di dicembre. Racconti di Natale” AAVV, che riecheggia la tradizione che, a partire dagli almanacchi e dei lunari dell’anno venturo che venivano introdotti in questo periodo nelle case popolari e contadine, arriva alla strenna curata ed elegante che si usava portare nelle case della borghesia nell‘800. Il racconto natalizio si è radicato nelle classi medie urbane, alla sua nascita ne rifletteva i gusti e le inclinazioni, veniva commissionata ad autori celebri come Pirandello, Pascoli, De Amicis e molti altri. Il genere di riferimento rifletteva lo spirito del momento, passando dal noir al comico, dalla critica sociale all’horror. Nel Novecento la tradizione del racconto di Natale vide il suo declino, soppiantato da altri generi di consumo, altri lussi del periodo festivo, mentre la letteratura di massa si spostava diventando un genere più quotidiano, meno legato al rito collettivo della strenna natalizia.

Negli ultimi anni si è tentato un recupero di questa tradizione, oltre al testo citato mi viene in mente “Un Natale in giallo”, prodotto collettivo di autori tra i quali Recami, Malvaldi, Piazzese e altri. I racconti ci ripropongono gli investigatori che ognuno degli autori ha presentato al pubblico nei suoi romanzi, ognuno alle prese con le festività natalizie. Come per ognuno di noi, anche per loro il Natale è una dura prova, che rimette in campo le nostre solitudini, le nostre pigrizie, le nostre idiosincrasie nei confronti delle festività e delle riunioni collettive. Attraverso l’impatto che il Natale ha sui nostri investigatori possiamo fare delle riflessioni sul nostro rapporto con il momento delle festività e sentirci legittimati dalla somiglianza.

Sullo stesso tema, “Regalo di Natale” (sempre un insieme di racconti di vari autori) ci permette di vedere come i nostri investigatori si districano tra la loro attività professionale e il momento dell’acquisto delle strenne natalizie. Chi non si è ritrovato a dover acquistare un regalo cercando di incastrare il momento della ricerca tra gli imprescindibili impegni quotidiani? La caccia al criminale si intreccia nei racconti alla caccia al regalo e l’ansia, la fretta e tutti i sentimenti legati al Natale tornano a dominare la scena, ricordandoci qualcosa di noi e permettendoci di fare delle riflessioni.

Il riconoscersi negli umori, nei loro atteggiamenti e tratti caratteriali, ci permette di confrontarci con i nostri, provando ad accettarli e a dialogare con noi stessi in merito al nostro modo di essere. Inoltre nei momenti delle riunioni festive con parenti ed amici un libro appena letto ci permette di avere un ottimo argomento di conversazione, utilizzabile come stratagemma per sviare il discorso dalle domande “scomode” che inevitabilmente ci vengono fatte (“quando ti sposi?”, “quando avrete un bambino?”, “quando ti laurei’”, “come va il lavoro?” eccetera eccetera) e, non ultimo, come deterrente alla noia.
E, mi raccomando, se regalate un libro la dedica è obbligatoria!!  

24 dicembre 2013

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Rachele Bindi

Psicologa-Psicoterapeuta (iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n.4072), svolge attività clinica nel suo studio di Firenze (maggiori informazioni www.rachelebindi.it). Appassionata lettrice sin dall’infanzia, ha iniziato a proporre percorsi di Libroterapia abbinati alla Psicoterapia Analitica di C.G.Jung, avviando un Gruppo di Libroterapia per la ricerca del benessere psicologico e partecipando ad incontri e convegni di diffusione in Italia. Dal 2004 si occupa anche di consulenza e formazione aziendale, progettando ed erogando corsi di formazione per adulti su tematiche comportamentali, relazionali e di marketing (www.rachelebindi.com).

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