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Rachele Bindi

Nove mesi di libri: la libroterapia dell’attesa

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I nove mesi che vanno dal concepimento al momento della nascita di un figlio sono un periodo importantissimo e molto complesso per i futuri genitori: sia la madre che il padre fanno i conti con se stessi, con i loro ricordi di figli, i loro vissuti nei confronti dei loro genitori, con il nuovo ruolo che andranno a ricoprire. A questo già abbondante carico mentale si aggiungono le aspettative del partner (reali o immaginate) e quelle della società: non è raro vedere nelle case di genitori in attesa manuali sul perfetto genitore, testi esplicativi che vanno dalla guida pratica al vero e proprio trattato di puericultura.

Queste letture sono dovute ad una comprensibile ansia, legata ad una altrettanto comprensibile voglia di informarsi per non essere inadeguati; quello che però viene tralasciato in guide e manuali è il mondo emotivo profondo del futuro genitore. I momenti “educativi” pensati per coloro che si trovano in questa fase della vita sono sempre legati ad un expertise pragmatico che il genitore deve acquisire: i corsi preparto che insegnano a respirare, ad adattare il corpo al momento, a stare accanto alla partoriente, i corsi che hanno a che fare con tecniche varie di gestione del neonato. Tutti momenti in cui in fondo ai genitori si danno informazioni finalizzate al buon svolgimento dei loro compiti nel momento del parto e nei momenti immediatamente successivi.

Difficilmente, però, i genitori trovano uno spazio in cui poter affrontare ed elaborare il loro vissuto individuale nei confronti della nuova vita che stanno per incontrare: momenti in cui poter parlare delle belle emozioni che li attraversano, ma anche delle gelosie, delle ansie, delle paure che accompagnano l’avvicinarsi della nascita.

Lo scorso anno ho tenuto per un breve periodo un gruppo per futuri genitori e ho pensato di prendere spunto comunque dalla lettura, proponendo loro un vero e proprio percorso libroterapico a tema. La scelta è ricaduta sulla fiaba, perchè nella sua struttura spesso si possono rintracciare spunti per parlare di crescita, di sviluppo. Frugando bene nei cataloghi di editori famosi e anche in quelli di editori che non lo sono affatto, ho scovato diversi testi che mi sono sembrati interessanti, tra i quali mi fa piacere ricordare “Le favole dei nove mesi” di Emanuela Geraci. In questo testo le favole donano una cornice magica e simbolica al femminile, accompagnando la donna (e, perchè no, il suo compagno) alla riscoperta del senso profondo della maternità; le donne, le puerpere comprese, non sempre sono il ritratto della serenità e della dolcezza: per questo in tante si sono identificate talvolta con la strega della fiaba e non solo con la fanciulla bisognosa di aiuto.

 

Condividere questo tipo di vissuto ha permesso loro di sfogarsi ma anche di reinserirlo in una visione più completa della gestante: mentre i mass media ce la propongono rosea e sorridente, magari con i piedi gonfi, ma preoccupata soltanto di scegliere tutine per il nascituro mentre il marito ha mille attenzioni dolcissime, loro si sentono talvolta arrabbiate, nervose per tutti i cambiamenti che il loro corpo subisce, ci sono momenti in cui non sorridono affatto e non si sentono gratificate dalla vita che portano in grembo e i compagni stessi fanno ciò che possono, ma anche loro hanno i loro momenti in cui sono assenti e magari anche un poco egoisti. Non per questo saranno, entrambi, genitori peggiori. Riuscire ad ammettere le proprie emozioni, a comprenderne le motivazioni profonde, a condividerle, aiuta a sdrammatizzarle, a conoscerle e a saperle accettare (sia che si tratti delle proprie, sia che si tratti di quelle del partner).

L’altro libro che ho molto apprezzato e che consiglierei è “Le fiabe per prepararsi alla nascita. Un aiuto per grandi e piccini” di Elisabetta Maùti: si tratta di una raccolta di favole brevi rivolte a tutti i componenti della famiglia che sta per allargarsi: l’idea è quella di anticipare tutte le novità che seguiranno la nascita, sia per la madre e la coppia genitoriale, sia per eventuali fratelli.
Non dimentichiamoci, infine, che il nascituro sente, oltre alle voci e ai suoni, gli stati emotivi della mamma, quindi se la lettura le procura benessere, ne beneficia anche lui.

15 ottobre 2013

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Rachele Bindi

Psicologa-Psicoterapeuta (iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n.4072), svolge attività clinica nel suo studio di Firenze (maggiori informazioni www.rachelebindi.it). Appassionata lettrice sin dall’infanzia, ha iniziato a proporre percorsi di Libroterapia abbinati alla Psicoterapia Analitica di C.G.Jung, avviando un Gruppo di Libroterapia per la ricerca del benessere psicologico e partecipando ad incontri e convegni di diffusione in Italia. Dal 2004 si occupa anche di consulenza e formazione aziendale, progettando ed erogando corsi di formazione per adulti su tematiche comportamentali, relazionali e di marketing (www.rachelebindi.com).

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