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Rachele Bindi

Promuovere la lettura…non solo il 24 marzo

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“Il verbo ‘leggere’ non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo ‘amare’… il verbo ‘sognare’ “

Daniel Pennac “Come un romanzo”

 

Il 24 marzo è la “Giornata nazionale per la promozione della lettura”, istituita nel 2009 per rafforzare il ruolo della lettura quale strumento insostituibile per lo sviluppo e la diffusione della cultura. Il Ministero dell’Istruzione nella direttiva istitutiva scrive “In tale giornata le amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, assumono, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a promuovere la lettura in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini, e in particolar modo le nuove generazioni, sui temi ad essa legati”.

 

Appena ho letto queste parole mi è venuta in mente la citazione di Pennac e mi sono chiesta come si possa fare, davvero, a promuovere la lettura.

Io sono una lettrice, sono una di quelle persone che la pensano come Borges, che diceva che chi non legge è un masochista, perché si priva del diritto alla felicità. Conosco, però, anche molte persone che sostanzialmente non leggono, o perlomeno non leggono quotidianamente, ma solo ogni tanto, per passare il tempo. Mi sono domandata allora cosa può, nel mio cammino di vita, aver fatto la differenza, cosa può aver “promosso” in me il desiderio di leggere.

 

I miei ricordi mi hanno riportato ai miei che mi leggevano spesso qualcosa, prima di dormire ma non solo. Mi sono venute in mente le poesie di Pascoli sulle quali li interrogavo per giorni (certo, parlavano di temi non facili per me, ancora mi commuovo se leggo “La befana” o “Valentino”), i racconti di fiabe di tutte le tradizioni che chiedevo di sentire tante volte da impararle a memoria e ancora prima le filastrocche e le ninnananne. Insomma, all’inizio della mia vita sono stata nutrita di storie.

 

Un altro ricordo indelebile è quello dei mia madre col libro in mano: ho avuto un esempio, una persona a cui piaceva leggere romanzi. I miei genitori compravano libri, leggevano libri. In casa c’era una libreria che ai miei occhi bambini nascondeva altre storie da frugare, non appena avessi imparato anche io a leggere. Desideravo imparare a leggere. Nessuno mi ha mai imposto di farlo, sono sempre stata io a chiedere un altro libro e a vedere l’approvazione negli occhi dei miei alla mia richiesta: condividevo qualcosa con loro.

Entrare in libreria era un momento di gioco, gioco che io non ho più interrotto. Anche oggi al primo momento libero, vado a cercare un nuovo libro, a parlare con un libraio, a vedere cosa c’è di nuovo.

 

Se dovessi dire chi sono coloro che possono promuovere la lettura, non penserei soltanto alle istituzioni (anche se gli insegnanti e tutti coloro che si occupano di educazione svolgono sicuramente un ruolo fondamentale), ma ai genitori che avvicinino i figli ai libri.

Leggere non fa soltanto bene (ci sono decine di teorie e studi scientifici al riguardo), leggere ci serve per mantenere il nostro senso di comunità: le librerie dovrebbero essere luoghi di scambio e di contatto con l’altro e dovremmo valorizzare il ruolo del libraio, quello vero, non un commesso in un supermercato di libri, ma un appassionato che abbia voglia di parlare con i suoi clienti e di invogliarli a leggere sempre un libro in più.

 

Nella mia città, Firenze, negli ultimi mesi sono nate nuove librerie, gestite da persone che amano i libri e che vogliono condividere questa loro passione e le istituzioni, come i Quartieri (http://www.firenzepsicologia.it/leggiamoci-dentro), ospitano iniziative di promozione della lettura e del benessere psicologico che ne deriva.

Questo mi fa sperare più a lungo termine della giornata del 24 marzo.

 

Rachele Bindi

24 marzo 2015

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Rachele Bindi

Psicologa-Psicoterapeuta (iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana n.4072), svolge attività clinica nel suo studio di Firenze (maggiori informazioni www.rachelebindi.it). Appassionata lettrice sin dall’infanzia, ha iniziato a proporre percorsi di Libroterapia abbinati alla Psicoterapia Analitica di C.G.Jung, avviando un Gruppo di Libroterapia per la ricerca del benessere psicologico e partecipando ad incontri e convegni di diffusione in Italia. Dal 2004 si occupa anche di consulenza e formazione aziendale, progettando ed erogando corsi di formazione per adulti su tematiche comportamentali, relazionali e di marketing (www.rachelebindi.com).

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